Povera Italia 4: “l’incubo del default”

» Posted by on Dic 27, 2014 in Economia, Notizie | 7 comments

L’ultimo duro colpo inferto all’Italia dall’agenzia di rating Standard & Poor’s rischia di essere quello del definitivo K.O.! Il “bel Paese” infatti è stato di recente declassato da BBB a BBB- rientrando, secondo quanto pubblicato dal sito della Borsa italiana, all’interno di quel range ritenuto eccessivamente rischioso dagli investitori istituzionali. In questo articolo pubblicato da linkiesta un’accurata analisi sul declassamento dell’Italia.

 

Default Italia

7 Comments

  1. A proposito di default: per chi non lo sapesse, i titoli di stato emessi dal 1°gennaio hanno la clausola “haircut” (che in inglese letteralmente significa taglio dei capelli ma in realtà è una decapitazione in piena regola!): in caso di default non vengono pagati gli interessi e pure il capitale nominale può subire una decurtazione fino al 75! Il tutto condito al bail in (che parte dal 1°gennaio 2016 ma in germania già tra pochi giorni) che significa che se la banca fallisce non paga più lo stato ma i correntisti (prima gli azionisti, poi magari anche gli obbligazionisti ed eventualmente anche i correntisti a seconda delle dimensioni del rosso dei conti della banca) ed al prelievo forzoso sui conti correnti che può essere decretato all’improvviso………………..sarà una miscela esplosiva!
    E magari aggiungiamoci un’ipoteca sugli immobili di tutti i cittadini residenti e non in Italia: con tale ipoteca si potrebbe rifinanziare il debito a tassi inferiori e quindi ridurre la spesa pubblica per interessi sul debito……..

  2. Grazie Enrico per i suoi graditi commenti.

    Purtroppo non posso dire altrettanto per i contenuti di quest’ultimo commento.

    Siamo messi bene! Anzi no, malissimo!!

  3. Salve a tutti,
    mi dispiace per il contenuto decisamente poco piacevole ma la verità è proprio amara……..ah, la clausola haircut sui titoli di stato vale già da quelli emessi dal 1°gennaio 2013, quindi già da due anni. Se proprio volete comprare titoli di stato comprate quelli emessi fino a dicembre 2012 e se vi chiedono il motivo dite pure “perchè gallina vecchia fa buon brodo”. Stando a Deutsche Bank l’Italia ridiventa competitiva con l’euro a 1,17 sul dollaro. Se sarà vero ok ma a patto che non si ricada nel vizio di non fare le riforme o farle troppo annacquate e non far risorgere il partito della spesa pubblica facile, un partito trasversale nel senso che metteva d’accordo maggioranza ed opposizione che nei decenni recenti ha fatto lievitare il debito pubblico a livelli abnormi e la svalutazione della moneta che ha “anestetizzato” tanti imprenditori ad aspettare appunto la scorciatoia della svalutazione competitiva anzichè mettere ordine nel loro assetto d’impresa.

  4. Ancora a proposito del bail in. Adesso in Austria il fallimento della Hypo Bank (che ha filiali pure nel nostro paese) sarà pagato dai creditori: il governo austriaco ha detto a chiare lettere che non sborserà i miliardi di euro che servono per sanare il debito ma lo dovranno pagare………………..i creditori…………..
    Ho recentemente visto una banca italiana il cui spot pubblicitario recita ” conto italiano di deposito fino al 2,5% lordo per i depositi fino a 60 mesi”. Ci possono essere 3 motivi per i quali quella banca offre un tasso altissimo (viste le attuali condizioni): 1) lo fa per filantropia 2) non sanno fare bene i conti 3) i conti della banca non sono poi così floridi e 60 mesi sono 5 anni ed il bail in in Italia comincia tra meno di 1 anno…………………a pensare male si fa peccato ma spesso ci si azzecca…………

  5. Prove di bail-in in Italia: la Carige sospende il pagamento degli interessi ai possessori delle sue obbligazioni

  6. Buongiorno,
    ancora sull’argomento bail in. Ora si può affermare che oltre ad un bail in diretto nel senso che quando la propria banca va in rosso profondo anche i correntisti di tale banca possono essere chiamati a ripianare le perdite c’è anche un cosidetto bail in indiretto i cui effetti rimangono comunque nefasti. Ora infatti nel bilancio di Fineco banca ci sono oltre 11 miliardi di obbligazioni della capogruppo Unicredit. Se quest’ultima fa bail in anche i correntisti della controllata Fineco saranno chiamati in causa……………..

  7. Buongiorno a tutti,
    per aggiungere un po’ di pepe sta circolando una proposta alla commissione UE di bloccare i conti correnti in caso di crisi di una banca e stavolta si parla di tutti i conti correnti, non solo quelli oltre i 100.000 euro

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